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Il territorio del Monte Tifata PDF Stampa E-mail
mercoledì 24 gennaio 2007

 

Area Monte TifataIl monte  Tifata si eleva, alle spalle di S. Prisco, maestoso sotto forma di una piramide nei pressi del fiume Volturno. E’ separato dagli altri colli vicini da una valle chiamata Cappuccio. Questo massiccio calcareo, su cui svetta monte S. Nicola, è alto 603 metri...

 

 

Gli scrittori antichi designavano col nome di «COLLI TIFATINI» la catena montuosa che va dal Volturno a Maddaloni. Esso ha avuto, nel passato, una duplice ed importante funzione: è servito per secoli come difesa naturale nella pianura campana contro le scorrerie delle bellicose popolazioni interne della Penisola e come protezione della pianura stessa dai venti gelidi provenienti dal vicino e nevoso preappennino.
Il Tifata è quello che domina le cittadine di San Prisco e di S. Angelo in Formis. Questa vetta che si chiama pure monte S. Nicola e che, prima ancora, si era chiamata monte S. Agata, fu chiamata Tifata (secondo il Pellegrino) perchè ricoperta da grande abbondanza di elci ed è di indubbia fonetica osta. Festo identifica Tifata con il collettivo latino iliceta cioè boschi di lecci di cui il monte era ricoperto. Questi boschi di lecci ricoprivano nell'antichità quasi tutto il territorio che separava Roma da Napoli, facendo di esso un'immensa e deliziosa foresta. Il monte era sacro alla dea cacciatrice ed all'ombra dei suoi boschi, attraversati da rivoli e torrenti, viveva numerosa e varia selvaggina tra cui lepri, caprioli, cervi ed anche lupi. Su questo monte, sino ad un secolo fa, trovavano ancora dimora numerose altre piante ed erbe aromatiche. Nella parte boschiva di esso crescevano rigogliosi "il castagno, l'olmo, il corbezzolo, il melo, il carpino, l'avellano ed altri ancora. Nella parte boschiva trovavano propizia dimora l'olivo, il ciliegio, il fico e 1'aramasco. Sui fianchi vi erano pascoli aromatici ricchi di trifoglio, di timo, di mente, di finocchi. Vi cresceva abbondante anche il mirto che veniva usato per la concia delle pelli. Lungo i pendii si trovavano pure licheni e muschi, la fragola, l'asparago, l'origano, il verbasco, il cardo santo, la salvia, le ginestre, la melissa, il ciclamino, l'anemolo o ranuncolo.

 

Area SIC - Ricostruzione


 


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