"Si tratta di un notevole elemento dell’area urbana, senza uguali ad Amsterdam, come sarebbe senza uguali in qualsiasi altra città europea di queste dimensioni e della stessa epoca. Quest’area, adiacente al brulichio del centro cittadino, è in sorprendente contrasto con l’immagine che peraltro Amsterdam dà di sé proprio in relazione alle sue dimensioni in scala ridotta e alla sua “intimità”. Se si raggiunge questa spianata arrivando dal Rijksmuseum o dalla Lairessestraat, si ha una sensazione di libertà e l’impressione di respirare subito meglio alla sola vista del grande prato verde che ci si trova davanti. Questa sensazione è enfatizzata dal fatto che sulla grande area si intravvedono solo pochi e piccoli elementi.

C’è il grande prato, ci sono gli imponenti gruppi di alberi piantati in rigoroso ordine geometrico e i grandi edifici più o meno nascosti dalla vegetazione. Nient’altro. L’area è tagliata da un ampio viale, con traffico nelle due direzioni, e attualmente ci sono troppi grossi autobus parcheggiati lungo le vie e sotto gli alberi. Alcune importanti modifiche a questa situazione sono state definite in un “promemoria” del 1992 per Museumplein.
Sono infatti previsti, oltre all’eliminazione del viale che taglia in due la zona, l’ampliamento dei musei Stedelijk e Van Gogh e la costruzione di parcheggi sotterranei per ospitare un gran numero di veicoli. Si tratta di modifiche che influiranno su Museumplein, e scopo dell’incarico assunto è che queste modifiche abbiano un effetto positivo.
Il mio primo principale obiettivo è di conservare e rafforzare la sensazione di libertà e di luogo aperto. I nuovi edifici occuperanno ovviamente un bel po’ di spazio, ma chiederò agli architetti di conferire loro una forma astratta, in modo che possano essere percepiti come elementi del paesaggio piuttosto che come edifici ordinari di uno, due o tre piani. E, cosa essenziale, la grande spianata, con l’eliminazione del viale che attualmente l’attraversa, apparirà come un complesso unitario. In avvenire si potrà continuare a usare questo luogo per manifestazioni, dimostrazioni e altri eventi, ma senza entrare in conflitto con le strutture del traffico.
Il parcheggio sotterraneo per auto e bus avrà un impatto sia negativo che positivo. Dovranno essere eliminati molti alberi. Spero che molti di essi possano essere trapiantati, creando nuove prospettive e nuovi effetti, ad esempio in prossimità del Concertgebouw.
Fortunatamente sono tigli e quindi più facili da trapiantare rispetto ad altri alberi. Probabilmente la conseguenza più pesante sarà lo scombussolamento dovuto ai lavori in corso.
Un’altra conseguenza dei parcheggi sotterranei sarà la realizzazione dei relativi accessi, ma anch’essi verranno progettati con cura allo scopo di aumentare la sensazione di benessere degli automobilisti anche dopo che saranno usciti dalla loro vettura. Tuttavia il più grande vantaggio di questi parcheggi sotterranei sarà quello di diminuire al massimo il numero di automobili parcheggiate nelle vie adiacenti. È ancora troppo presto per dire qualcosa di definitivo sulla futura messa a punto del progetto e sulle ulteriori funzioni che avrà questo luogo, ma sarà certamente una buona idea creare degli spazi che permettano un uso più intimo del parco.
Tuttavia queste realizzazioni non dovranno sminuire la sensazione predominante di grande spianata. Qui deve esserci silenzio, cielo aperto, compostezza e tranquillità, al contrario dell’atmosfera che caratterizza il Vondelpark. In particolari occasioni, deve comunque essere possibile trasformare il luogo in un mercato affollato, o in un enorme teatro, una grande fiera o un palcoscenico per grandi raduni.
Questa ampia spianata comune sarà sempre piena di luce e, come qualsiasi altro spazio aperto, rifletterà le condizioni atmosferiche: il sole, la pioggia e la neve saranno più veri che in qualsiasi altro luogo di Amsterdam. Tutto questo farà di questa plein l’attrazione vera e propria, che prenderà il posto del Rijksmuseum il quale ora ha invece il ruolo predominante.

Nel corso di questi ultimi mesi ho cercato di immedesimarmi nell’atmosfera della città, in questo luogo e tra la gente: le diverse impressioni si sono lentamente fuse tra loro, sono emerse idee poi scomparse e riemerse in nuova versione, ma ora sono del parere che abbiamo trovato una soluzione atta a essere presentata, discussa e ulteriormente sviluppata.
Testo originale in lingua danese , «Landskab», 4, 1993, pp. 92-95
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