La giornata del gusto: Atmosfere, sapori e tradizioni nella scoperta dei luoghi
Monitorare il Monte Tifata; seguire attentamente il lavoro svolto, promozionandolo nelle opportune sedi; evitare che il recupero ed il ripristino funzionale dei sentieri di accesso alla vetta più alta dei Colli Tifatini, diventino oggetto di scempi edilizi; di speculazioni senza scrupoli; o, nella peggiore delle ipotesi, discariche a cielo aperto.
Questi gli intenti e gli impegni più volte ribaditi dal sindaco della città di San Prisco, Antonio Siero. Sindaco, che, domenica 25 novembre a conclusione della settimana di “Valorizzazione e Promozione del Patrimonio Storico, Culturale e Naturale del Monte Tifata”, ha esortato, grazie all’avvio di un tavolo sinergico e di una forte azione di partenariato con i comuni di Capua, Casapulla, Casagiove e Caserta - tutti enti beneficiari dei finanziamenti del Por Campania 2000/2006 - a proseguire gli sforzi iniziati.
Punto condiviso dal rappresentate dell’amministrazione di Casapulla, l’avvocato Mario Monaco. Un percorso tracciato alla riscoperta del genius loci e della dimensione più intima appartenente al territorio. L’obiettivo è chiaro: far sì che i Colli Tifatini diventino un parco extra territoriale o sovracomunale, - a seconda dell’interpretazione che si vuole dare al concetto stesso di parco - sviluppando le potenzialità in essere, a partire dalle risorse enogastronomiche.
La giornata conclusiva, infatti, svoltasi nella tenuta Tifata, in località San Prisco, ha permesso di assaggiare il gusto e i sapori contadini di prodotti tipici locali, lontano dall’omologazione e dalla standardizzazione del classico “Mc Donald’s” di turno. Atmosfere retrò che si mischiano alla “maraviglia” del verde, in cui la natura si fa stato d’animo. È interprete, così come nella lirica dei poeti, della condizione umana; la cui sorte si intreccia, a volte, per chi né a voglia, con la ciclicità della vita bucolica.
L’incontro è stata anche l’occasione per far conoscere, da parte della sezione locale del WWF di Caserta, un angolo di natura racchiuso nell’oasi di San Silvestro. In un video, illustrato da Licia Colò, sono stati documentati i luoghi dell’ex casino borbonico, nonché la flora e la fauna e le attività che vi si svolgono, come la produzione del miele. Temi questi, commentati dal responsabile dell’oasi, il Dottor Franco Paolella, alla presenza degli alunni degli istituti scolastici di primo grado.
L’ attenzione si è, infine, focalizzata, a seguito della proiezione del progetto di recupero esposto dall’architetto Rossano Schiavone, facente parte del gruppo di progettazione, sul turismo come forza trainante per l’economia del luogo. Con la globalizzazione dell’economia, la competizione per qualsiasi modello di sviluppo non nasce tra i singoli soggetti, ma tra i territori, che acquistano sempre una maggiore importanza. Dopo la riforma del Titolo V, il legislatore ha attuato il decentramento amministrativo con un rinnovamento tale da favorire una modernizzazione degli apparati amministrativi di Regioni, Province e Comuni. Il territorio è, pertanto, letto come sistema integrato – entità sistemica da mettere in connessione – capace di potersi considerare risorsa. La domanda da porsi, prima di intraprendere qualunque attività mirata ad offrire una pluralità di servizi adeguati, nel tentativo di attrarre nuovi investimenti ed acquirenti, nonché fruitori dei servizi stessi, è capire quale conoscenza si abbia di un determinato territorio. Se questa è soltanto basata sulle caratteristiche e sulle presenze storico – artistiche, (il significato si estende a qualsiasi aspetto legato alla dimensione più intima del genius loci), oppure sul principio identitario che le testimonianze conservano? In altre parole, si conosce solo la storia di una piazza, un palazzo, una strada, oppure si riesce a distinguere, evincendo dalla sintassi paradigmatica di segni e significati che costituiscono l’ossatura del manufatto, il valore intrinseco? Che, se analizzato attentamente, può essere foriero di uno sviluppo duraturo.
In questo senso, gli enti locali ricoprono un ruolo fondamentale, poiché per perseguire gli obiettivi devono adottare strategie di marketing territoriale che coniughino le nuove tecnologie con la programmazione degli interventi per la crescita ed il benessere locale, rafforzando la conoscenza specifica di qust’ultimo. “Il marketing territoriale – scrive Barba Guerra nell’articolo ‘Turismo e Globalizzazione’ - è definibile come l’analisi della domanda e dei bisogni degli stakeholders di un territorio, per costruire e rafforzare rapporti di scambio vantaggiosi sia con i residenti del territorio sia con clienti/mercati esterni”. “Il marketing tende, quindi, a creare un circolo virtuoso tra soddisfazione dei residenti e attrazione verso l’esterno di valore. Le azioni di marketing territoriale possono essere segmentate in marketing d’area, in marketing locale, urbano e turistico”. E’ necessario individuare i nuovi bisogni degli individui, “che si realizzano in una diffusa e sempre più crescente domanda sociale di specificità”, di elementi differenti, di tipicità locale basata sulle tradizioni e sulla riscoperta delle origini.
La sfida più avvincente per il territorio/risorsa è sicuramente la destagionalizzazione dei flussi turistici e la riqualificazione con conseguente valorizzazione delle realtà locali minori, perché non sufficientemente promosse e portate sullo stesso piano dei siti più noti. Siti, ormai, fin troppo inflazionati dal turismo generico che desidera altro. Da qui la necessità di attuare politiche di riqualificazione e valorizzazione che realizzino una forte campagna di restauro delle località, minori solo per conoscenza, ma non per importanza, per poi avviare, congiuntamente, un’attività di planning per una stagione turistica spalmata durante tutto l’anno solare.
( Clicca sulle miniature per ingrandirle. Successivamente passa il cursore sulle foto grandi a destra, per procedere con la visualizzazione delle successive immagini, a sinistra per quella delle precedenti )